Nasce da D&D: Rubrica “Sport & Dintorni”

Nasce da D&D: Rubrica “Sport & Dintorni”

18 agosto 2025 – L’occhio indiscreto sul campionato. E non solo

Parte questa settimana una nuova rubrica sul campionato di calcio più bello del mondo.

Si il più bello. Non sarà il più ricco (non lo è da anni ormai), non sarà quello più seguito (la premier da questo punto di vista è un mondo a parte) ma è di sicuro il più bello perché (a detta anche dei protagonisti provenienti da altri campionati) nessuno come la nostra serie A porta con sè un tale carico di stress quotidiano, di adrenalina, di difficoltà di gestione dei momenti che aumenta esponenzialmente con un forsennato campanilismo “atipico”. Poche persone come gli italiani sono in grado di pensare quotidianamente ai propri beniamini, orientando l’umore dei propri lunedì in base al risultato della propria squadra che sono capaci di seguire in maniera oltremodo asfissiante anche durante i ritiri estivi.

Pochi amano il calcio come gli italiani. Siamo il paese con 60 milioni di ct, il paese con almeno 15 milioni di “se solo avessi avuto la testa, se solo il menisco avesse retto sarei stato tranquillamente in serie A”. Ma siamo anche il paese che si indigna quotidianamente per lo scandalo del momento che viene subito dimenticato appena la propria squadra si aggiudica un titolo (o, alla bisogna, ce ne ricordiamo solo nei momenti in cui si rende necessario ricorrere allo “sfottò” dell’amico/collega).

Il nostro intento sarà quello di offrire un punto di vista non improntato all’ingessato e noioso politically correct ma capace di descrivere con occhio critico, oggettivo curioso ai limiti del “pruriginoso” i 90 minuti che ci tengono incollati ad una TV trangugiando cibo, birra e decine di caffè e che ci spingono a seguire la squadra del cuore in casa o in trasferta.

Tutto questo senza dimenticare di essere in primis tifosi. Essere imparziali nei giudizi e critici verso ciò che ci circonda non vuol dimenticare (o far finta) i colori che ci ricordano le nostre origini o rappresentano la nostra città, i colori che ci hanno fatto innamorare perché legati ad un campione o semplicemente idealmente indossati da nostro padre o nostro nonno quando quando ci raccontavano storie di onore e di identità.

Questo è quello che vogliamo fare: raccontare il campionato (e non solo) è una cosa tremendamente seria. Il calcio (non solo quello dell’italico suolo) è un mondo sempre più spesso denarocentrico che dimentica la sua bellezza e la sua essenza: la capacità di creare ponti tra milioni di persone distanti migliaia di km ma unite dagli stessi colori. E noi saremo pronti ad osservare e criticare ogni aspetto. Ma si può essere critici anche sorridendo.

A cura di U.C.

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