La nostra griglia del campionato. 1° e 2° Fascia

La nostra griglia del campionato. 1° e 2° Fascia

La nostra griglia del campionato. Prima puntata

PRIMA FASCIA

Napoli

La squadra detentrice occupa solitamente il ruolo di favorita. E così sarà per gli azzurri al pari dell’Inter.

Memore delle tragedie che i tifosi azzurri hanno dovuto vivere nella stagione successiva all’addio di Spalletti, questa volta il Presidente ADL ha agito in contropiede facendo di tutto per ripartire dalla coppia (senza tralasciare l’eccezionale lavoro di un gentiluomo come Oriali) che ha fatto le fortune del Napoli quadriscudettato: Conte-Manna. Il mister fa bene a non alimentare oltremodo l’entusiasmo alle pendici del Vesuvio ma sarebbe innegabile sminuire la campagna acquisti sin qui condotta dai partenopei (ad oggi, dopo l’ultimo arrivo del terzino Gutierrez, mancano solo il vice Di Lorenzo, un sesto centrocampista ed un ultimo tassello: un esterno d’attacco che convinca subito in attesa dell’esplosione di Lang od un jolly tuttofare alla Elmas). Quest’anno i partenopei affronteranno 4 competizioni e non avranno più il vantaggio della settimana intera per preparare le partite ma questo è il destino delle squadre che ambiscono alla grandezza: attrezzarsi per affrontare con competenza e consapevolezza tutte le competizioni.

Lo diciamo subito: l’obiettivo minimo per il Napoli sarà finire almeno secondo in campionato, superare tranquillamente il girone champions e provare a vincere almeno una tra supercoppa e coppa Italia. Al netto dell’incognita della capacità di società e squadra di affrontare l’infortunio di Big Rom (4 mesi di assenza sono tanti per il centravanti titolare e vedremo le pressioni di mister e ambiente per la ricerca di un sostituto negli ultimi giorni di mercato) ciò che ci si aspetta dagli azzurri da parte di osservatori esterni e da parte di milioni di tifosi (che nell’arco di pochi anni sono passati dal sognare la vendita del Napoli al primo sceicco di passaggio al non dormire pensando alla non immortalità del Presidente) è il vivere una stagione da assoluti protagonisti.

CONSAPEVOLI SOGNI DI GRANDEZZA

Inter

Al pari degli uomini di Conte, i nerazzurri sono i favoriti per la vittoria dello scudetto.

Gli innesti di Bonny ed Esposito (su cui puntano in prospettiva i tifosi della nazionale) sembrano colmare la principale lacuna dell’annata passata dell’Inter: le alternative alla ThuLa. L’arrivo di Lookman (che con l’operazione Zalewski potrebbe trovare nuovi spiragli) renderebbe l’attacco interista letteralmente atomico.

Le incognite nerazzurre saranno essenzialmente due: la capacità di Chivu di riuscire a far dimenticare la splendida stagione appena terminata da mister Inzaghi (checché se ne dica l’amaro della sconfitta patita col PSG non cancella una stagione che sognerebbe il 90% dei tifosi italiani) dando una propria impronta alla squadra (il lavoro al mondiale per club ha dato qualche spunto) e la capacità di superare le difficoltà legate ad una rosa sempre più vecchia (soprattutto nel pacchetto difensivo) e/o logora. Le incomprensioni tra il Capitano e Cahla sembrano superate e se non riaffioriranno al primo spiffero/risultato negativo garantiranno all’Inter il solito asse di gol, capacità e determinazione.

L’Inter affronterà le stesse competizioni del Napoli. Ecco! Un grande club, invece di soffermarsi periodicamente sul numero di partite giocate (ricordate gli eroi del triplete?) dovrebbe interrogarsi su cosa non abbia funzionato nel raggiungere almeno un obiettivo nel 2025 rendendo epica una stagione comunque grandiosa.

La rosa nerazzurra resta sempre la migliore.

STANCAMENTE FAVORITI (anche per i bookmakers)

SECONDA FASCIA

Juventus

La Vecchia Signora è sempre lì. Probabilmente paga ancora la gestione societaria degli ultimi anni (checché se ne dica dall’addio di Marotta a Torino la sensazione è che piuttosto che mirare a progetti lungimiranti e calcolate visioni programmatiche si sia scelto di convergere sul “tutto e subito” che difficilmente si ottiene nel mondo del calcio – le stesse miliardarie proprietà di City e PSG hanno impiegato anni per raggiungere le vette europee), per essere chiari dall’avvento di CR7 in poi, ma quest’anno sembra ci sia un fattore che lascia propendere per il cambio di rotta: Igor Tudor. Il mister croato, probabilmente meno reclamizzato di tanti altri colleghi, è stato il primo cambio di passo che ha fornito un segnale positivo alla tifoseria. Basta alchimie, basta teorie astruse (e basta soprattutto al mercato scriteriato/sfortunato degli ultimi due anni) e occhio a due soli elementi: lavoro e juventinità, cardini della nuova era Tudor. Siamo realisti. Se la rincorsa della Roma di Ranieri non si fosse arenata a Bergamo forse adesso staremmo parlando di un altro allenatore ma con i se e con i ma la storia non si fa e Tudor sta guidando i bianconeri oltre il guado. Il recupero di Bremer potrebbe essere il più grande acquisto della stagione e, inoltre, se la società avrà la forza di superare l’equivoco Vlahovic (prendendo Kolo Muani a prescindere) e Yldiz saprà elevarsi, la Juve tornerà ad ambire alla vittoria dello scudetto. Del resto è quello che si aspettano (non sperano) tutti: tifosi bianconeri e non.

LA SPERANZA DI TORNARE AI LIVELLI A CUI SI È ABITUATI

Milan

Al pari della Juve non poteva non esserci il Milan. E la campagna acquisti lo sta dimostrando. Tagliato il legame con alcuni uomini simbolo del recente passato (Theo in primis) il Diavolo sembra pronto a tornare ai livelli che gli competono grazie a due uomini: il direttore Tare che sta conducendo una campagna in linea con le aspettative rossonere e che sta riportando a Milanello la concretezza garantita pochi anni fa dalla coppia Maldini-Massara (l’unica dolorosa cessione ad oggi è stata quella di Reijnders ma la campagna acquisti sin qui condotta è stata quasi perfetta e lo potrebbe diventare se il direttore centrasse anche l’acquisto del centravanti titolare) e il mister Allegri, uomo concreto e famoso non solo per l’ironia Toscana ma per il noto pragmatismo che lo ha portato e mietere successi prima sulla panchina milanista e poi su quella juventina (la prima parentesi sarebbe stata epocale se solo avesse vinto almeno una delle due finali champions).
Se Modric riuscirà a guidare i giovani talenti del centrocampo (e in ottica azzura ci auguriamo che sappia trasmettere tanto del suo bagaglio all’ottimo Ricci) e se il mister riuscirà a dare finalmente continuità a Rafa Leao i tifosi potranno divertirsi ed ambire al tricolore, quantomeno tornando subito tra le prime quattro (mister siamo sinceri: non fare le coppe è un vantaggio e Conte lo ha dimostrato non solo l’anno scorso ma anche nel suo primo anno di Juve contro il Milan di Ibra).

CERTEZZE IN CAMPO E FUORI

A cura di U.C.

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