RIDUZIONE FISCALE PER LE FORZE DELL’ORDINE? UNA PRESA IN GIRO.
Il DPCM del 24 luglio 2025 promette una riduzione dell’imposta sul reddito per il personale delle Forze armate e di polizia. Ma c’è un dettaglio che lo rende praticamente inutile per la maggior parte dei destinatari.
Il requisito? Aver guadagnato nel 2024 meno di 30.208 euro.
Sai chi non rientra?
- Non rientra il finanziere appena uscito dalla scuola di formazione.
- Non rientra il giovane carabiniere, poliziotto o militare in servizio ordinario.
Il risultato? Un decreto che sembra premiare, ma in realtà esclude proprio chi ha appena iniziato a servire lo Stato.
Un contentino fiscale che non tocca quasi nessuno, ma fa bella figura sulla carta.
La riduzione massima è di 458,50 euro, applicata solo sul trattamento accessorio.
Ma se l’imposta lorda è già alta, non c’è capienza. E il beneficio svanisce.
Chi tutela davvero chi indossa la divisa? Non bastano le promesse, servono misure concrete.
Dettagli:
Riduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia. Ma dietro l’apparente beneficio si nasconde una realtà ben diversa.
Art. 1 del decreto (Destinatari della riduzione)
La misura si applica esclusivamente a chi:
- È in servizio nel 2025
- Ha percepito nel 2024 un reddito complessivo da lavoro dipendente non superiore a €30.208 ovvero circa 1.730€ netti.
Criticità:
Nemmeno un finanziere appena uscito dalla scuola di formazione rientra in questa soglia. Il limite è talmente basso da escludere la quasi totalità del personale operativo.
Art. 2 del decreto (Misura della riduzione)
La riduzione massima prevista è di €458,50 sull’imposta lorda calcolata sul trattamento economico accessorio (indennità fisse e continuative).
La detrazione può essere applicata:
- In un’unica soluzione
- In sede di conguaglio fiscale
- Anche su retribuzioni soggette a tassazione separata (art. 17 TUIR)
Conclusione:
Il decreto, pur presentandosi come un riconoscimento economico, non ha impatto reale sul personale in servizio. La soglia reddituale è troppo bassa e il beneficio fiscale è limitato.
Una misura che sembra più una operazione di facciata che un vero sostegno a chi indossa la divisa.
CALCOLO:
- Reddito lordo annuo: 30.208 €
- Contributi previdenziali (circa 9,19%): ~2.777 €
- Reddito imponibile IRPEF: ~27.430 €
- IRPEF (scaglioni 2025)
- 23% fino a 28.000 € → 27.430 € × 23% = 6.309 €
- Detrazioni
- Detrazione da lavoro dipendente per redditi tra 15.000 e 28.000 € ≈ 1.910 € (stimata con la formula attuale).
- Eventuali altre detrazioni (coniuge, figli, ecc.) non considerate qui.
IRPEF netta = 6.309 – 1.910 ≈ 4.399 €
- Imposte addizionali regionali/comunali
In media 1,2% + 0,8% ≈ 2% → circa 550 €
- Totale netto annuo
- Lordo: 30.208 €
- Contributi: –2.777 €
- IRPEF netta: –4.399 €
- Addizionali: –550 €
Netto annuo stimato: ~22.480 €
Netto mensile (12 mensilità): ~1.873 €
Con 13ª mensilità (tipica per il comparto): ~1.730 € mensili medi.
A cura di C.V.
